Le origini del nostro teatro risalgono al 1818, quando ne fu iniziata la costruzione sul luogo della chiesa sconsacrata di Santo Spirito e su una parte del Convento dei Celestini. Grazie all’interessamento del Barone Luigi Cardone e del Sindaco Domenico Laccetti.
In precedenza, per le pubbliche rappresentazioni era utilizzata la sala delle assemblee decurionali, successivamente, i d’Avalos misero a disposizione delle compagnie una sala del loro palazzo.
Il progetto fu realizzato dall’ing. Taddeo Salvini di Orsogna e, anche se incompleto, il teatro venne inaugurato il 30 Maggio 1819 con uno spettacolo brillante messo in scena da attori dilettanti locali.
Passarono gli anni e l’opera rimase incompleta, fino a che nella seduta del Consiglio dei Decurioni del 25 Novembre 1826, secondo la perizia dell’ing. Salvini con una spesa di 2700 ducati si sarebbe completato il Teatro.
Il Real Teatro Borbonico, così fu chiamato in onore del Re Ferdinando I che aveva reso disponibile i locali, fu ultimato nel 1830. I lavori furono affidati all’arch. Nicola Maria Pietrocola, che ridisegnò tutta la parte architettonica.
L’esecuzione dei lavori fu curata dall’ebanista vastese Pasquale Monacelli. Gli scenari ed il sipario raffiguranti l’incoronazione di Lucio Valerio Pudente in Campidoglio furono dipinti dal pittore Franceschini di Orsogna su bozzetto di Nicola de Laurentis di Chieti. E la coincidenza dei natali del pittore Franceschini con quelli dell’ing. Salvini, ambedue di Orsogna, avvalora l’ipotesi precedentemente fatta.
Nel 1832, il Consiglio Decurionale deliberò il Regolamento per l’Amministrazione del Teatro Comunale. I punti più importanti furono le tariffe per l’affitto consistente in cinque carlini per ogni serata di prosa, 8 carlini per le accademie e i veglioni, 9 carlini per le rappresentazioni musicali.
L’inaugurazione ufficiale avvenne il 15 Settembre 1832 alla presenza del Re Ferdinando II.
Dopo dieci mesi, il Teatro necessitava già di interventi di restauro della facciata e accomodi da farsi al tetto.
Nel 1888, ancora lavori di ristrutturazione, fu aperta una porta, il palcoscenico fu illuminato con lumi ad olio ed il teatro con lumi a petrolio, fu istallata una pompa antincendio collegata alle cisterne dell’attiguo carcere.
Nel 1944, le truppe inglesi occuparono il Teatro usandolo come magazzino, ed in quell’occasione il pregiato sipario fu rubato dalle truppe inglesi.
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