Turismo Milano, ecco quanto “pesa” la Prima della Scala

la-scala-milano-riduzioniLa Prima della Scala è uno degli eventi più importanti nel ricco calendario di appuntamenti milanese. Ma quale è il suo concreto peso sul business turistico del capoluogo lombardo? Quali sono gli effetti che i giorni prima, durante e immediatamente successivi alla Prima della Scala possono generare sulle casse delle strutture locali? Prevederlo non è certo facile, ma il quotidiano Il Corriere della Sera, in un suo articolo comparso qualche giorno fa, ha cercato di prevederlo in maniera piuttosto attendibile. Scoprendo, ben intenso, che l’effetto “Prima della Scala” sull’economia della città è tutt’altro che risibile, ed equivalente ad almeno 2 milioni di euro.

Di questo positivo influsso, come risulta particolarmente intuibile, a giovarne è soprattutto il settore degli alberghi di extra lusso, fruiti da tutti coloro i quali, arrivando da fuori, desiderano soggiornare in strutture di qualità ineccepibile all’interno del capoluogo lombardo. Secondo le stime elaborate dalla Camera di commercio, nei giorni vicini al 7 dicembre (data della Prima alla Scala) si raggiungono numeri da record nelle strutture ricettive del centro, che assorbiranno circa la metà dell’indotto collegato alla Madama Butterfly, ovvero quasi 1 miliardo di euro. In particolare, le stime riportate dal quotidiano sostengono che per questa sola fascia di servizi, l’aumento registrato è del 40 per cento rispetto alla media stagionale. I dati sono in linea con quelli dello scorso anno.

Si tenga anche conto che nel 2015 il business scaligero si concentrava – come avverrà quest’anno – soprattutto nel centro città, con livelli di occupazione delle camere che si sono aggirate, e si aggireranno anche nell’attuale contesto – attorno all’80 per cento, superiore di venti punti percentuali rispetto alla media del mese di dicembre. Le statistiche del settore turistico nel periodo della Prima confermano il ruolo della Scala non solo come istituzione culturale, ma anche come attore economico – ricorda ancora il quotidiano, rammentando come dal 2000, secondo uno studio condotto dal centro Ask dell’università milanese Bocconi, sia cresciuto il pubblico internazionale del teatro, che acquista il 45 per cento dei biglietti disponibili online.

A raggiungere Milano per gli spettacoli al Piermarini sono soprattutto russi, americani, tedeschi, francesi e svizzeri. Naturalmente rilevante la quota italiana, sempre particolarmente interessata allo storico e immancabile evento.

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