Toscana, nei B&B ora si può mangiare

Con l’approvazione ieri in Consiglio Regionale Toscana della modifica al testo unico sul turismo, vengono introdotte diverse innovazioni piuttosto interessanti: la cancellazione dell’obbligo di comunicazione periodica delle caratteristiche da parte di tutte le imprese al Comune di residenza, e la reintroduzione per i Bed & Breakfast professionali della facoltà di somministrare cibi e bevande ai propri alloggiati, come da titolo del nostro focus odierno. Insomma, contrariamente a quanto avveniva fino ad oggi, i B&B toscani potranno fare anche pranzi e cene, a patto che si tratti di strutture professionali.

Le innovazioni sono state accolte positivamente dalle associazioni di categoria Confcommercio Toscana, Confesercenti Toscana, Confindustria Toscana e Alleanza Cooperative Toscana, che da tempo avevano chiesto al Consiglio la cancellazione della comunicazione periodica ai Comuni, definendola come una pratica burocratica poco utile per le strutture che nel corso dell’anno non avevano modificato le proprie caratteristiche.

Più controversa è stata la genesi della seconda novità. In un primo momento, infatti, le associazioni si erano dette contrarie all’ipotesi di consentire anche alle strutture ricettive non professionali di somministrare pasti. Invece, “quella individuata ora è una soluzione che ci trova favorevoli perché ispirata al principio ‘stesso mercato, stesse regole’ che a noi sta particolarmente a cuore – dichiarano in una nota congiunta le associazioni – soltanto le strutture che offrono servizio B&B in forma imprenditoriale, infatti, potranno somministrare alimenti e bevande ai loro ospiti alloggiati rispettando le norme previste dal regolamento regionale sulla sicurezza alimentare, come tutte le altre imprese che fanno ristorazione, con gli stessi oneri. È un meccanismo, questo, che tutela la professionalità degli operatori e offre più garanzie al consumatore. Se fosse passata la prima ipotesi, invece, si sarebbe creata una forte discriminazione con le imprese”.

Naturalmente, come era lecito attendersi, le modifiche al testo unico sul turismo non sono state di gradimento alle opposizioni politiche, con Roberto Salvini della Lega Nord che ha parlato di deregulation e di concorrenza sleale a danno di alberghi e pensioni, e con Marco Stella di Forza Italia che ha invece espresso dubbi sulla qualità e sui servizi dati ai turisti e sulla possibilità effettiva di verificare il rispetto di norme e obblighi.

 

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