Il brodetto alla Vastese è un piatto povero della tradizione marinara che veniva regolarmente preparato a bordo delle paranze vastesi: i pescatori, dopo aver venduto la parte migliore della loro pesca, preparavano per loro un brodetto con i pesci rimasti impigliati malamente nelle reti, magari un poco rotti e poco presentabili alla vendita.
Inizialmente si trattava di un piatto prettamente bianco, con poco pomodoro, per lo più fresco; con il tempo il brodetto si è andato perfezionando fino a diventare uno dei piatti più prelibati e ricercati della cucina della costa teatina. Per il brodetto alla vastese, “lu vrudatte” come viene chiamato in dialetto oltre al tegame di terracotta, “tijelle” di coccio», importanti sono
l’olio delle colline vastesi e il peperoncino piccante.
Quanto al pesce, secondo la tradizione deve essere fresco, pescato fra Ortona e Vasto e di almeno cinque-sei varietà.
Razze, triglie, seppioline, noce, testone, cucinati con aglio, peperone e pomodoro fresco a pezzetti.